giovedì 23 febbraio 2012

Google cambia il suo algoritmo

Google

Google cambia l’algoritmo delle ricerche

Google aggiorna il proprio algoritmo che andrà ad influire sul 12% delle ricerche. Obiettivo di questa contromisura sembrano essere i grandi produttori di contenuti; grandi aziende che utilizzano innumerevoli articolisti (miglialia) per fare in modo di sfornare un numero altissimo di articoli e di ogni genere altamente ottimizzati dal punto di vista SEO anche per la Long Tail e con contenuti di bassa qualità. Obiettivo di queste aziende è il targeting e attirare traffico a discapito della qualità e dell’utilità all’utente finale.

L’annuncio ufficiale di Google

“Molti dei cambiamenti che facciamo sono effettivamente impercettibili e pochissime persone ne accorgono. Ma negli ultimi giorni così abbiamo implementato su larga scala l’algoritmo per la classificazione – un cambiamento che riguarderà l’ 11,8% delle ricerche – e abbiamo deciso di far sapere alla gente cosa sta succedendo. Questo aggiornamento è progettato per ridurre le classifiche per i siti di bassa qualità – i siti che sono a basso valore aggiunto per gli utenti, contenuti duplicati da altri siti o siti che non sono molto utili; allo stesso tempo, fornirà una migliore classifica per i siti di alta qualità -. Siti con contenuti originali e di informazione come la ricerca, tematiche con approfondimenti, contenuti pertinenti e aggiornati “

I cambiamenti radicali che hanno mutato le classifiche

Ancora in precedenza Google aveva effettuato una altro cambiamento all’algoritmo i cui effetti si son fatti sentire; in novembre il resposabile del team antispam di Google Matt Cutts aveva espresso alcune perplessità circa i siti che contengono la keyword primaria nel nome di dominio e che corrispondono troppo spesso a siti di bassa qualità e volti al solo targeting, ottenendo posizioni in Google di privilegio senza meritarlo.

Le perpessità di Cutts non sono rimaste chiacchere e la scure di Google è arrivata per molti siti che sono stati colpiti in modo differente, dalla perdita di 2-3 posizioni o addirittura a 30-50 posizioni nelle serp.

Degradato il valore della keyword nel nome di dominio, aumentato il valore dell’autorevolezza.

Nella TOP TEN del posizionamento, l’età del dominio, autorevolezza, semplicità, contenuti, rapporto numero links in entrata e in uscita ( di questi ultimi ne ho parlato in modo specifico in una discussione aperta di recente) e altri fattori hanno sempre una grande rilevanza. Il valore della chiave all’interno del dominio è stato chiaramente degradato, la scia dei cambiamenti dell’algoritmo nelle serp sono attese nei prossimi mesi a venire.

Sempre Matt Cutts ha ribadito che Google è sempre pronto a recepire gli artifizi e intervenire di conseguenza; l’obiettivo è sempre lo stesso: ” dare alla gente le risposte più pertinenti alle loro domande il più velocemente possibile”.

Come vedete Google non guarda in faccia a nessuno e non permette ovviamente a nessuno di influenzare i posizionamenti in qualsivoglia maniera; quindi ci si deve intestardire su links building , sfornare contenuti ottimizzati senza valore, strategie azzardate o estreme di posizionamento.

Rimanete concentrati su UN SOLO obiettivo – contenuti di qualità e links di qualità in entrata ma che siano pertinenti.